Credito d’imposta industria 4.0: tutto ciò che bisogna sapere per accedere all’agevolazione per i beni strumentali materiali

Dal 2020 a oggi il credito d’imposta 4.0 ha riscosso molto successo tra le imprese italiane. Molte hanno approfittato di quest’agevolazione per rinnovare le proprie attività aziendali servendosi di strumenti tecnologici, che hanno favorito la digitalizzazione di operazioni finora possibili solo attraverso modalità obsolete e per niente immediate.
Il credito d’imposta 4.0 è stato confermato fino al 2025; scopriamo insieme le nuove aliquote e quali sono i beni strumentali materiali consoni al modello Industria 4.0.

Indice del contenuto
Da industria 4.0 a Transizione 4.0: l’evoluzione del programma nazionale per la digitalizzazione delle imprese
Credito d’imposta 4.0: i cambiamenti dell’agevolazione che ha riscosso più successo
Dettagli e aliquote aggiornate del credito d’imposta 4.0 per i beni strumentali materiali
Quali sono i beni strumentali materiali 4.0?
Controllo da remoto delle cisterne di gasolio aziendali: il nostro sistema è 4.0

Da industria 4.0 a Transizione 4.0: l’evoluzione del programma nazionale per la digitalizzazione delle imprese

Il piano Industria 4.0 è un programma nazionale inaugurato dallo Stato italiano nel 2017 e finalizzato a supportare la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. L’esigenza di intervenire per aumentare la competitività del Made in Italy nel mercato internazionale ha favorito l’introduzione di misure e incentivi finalizzati a migliorare le capacità produttive, qualitative e gestionali delle imprese, invogliando le stesse ad acquisire strumenti innovativi, da quel momento identificati come strumenti 4.0.

Negli anni il piano Industria 4.0 ha subito degli aggiornamenti; nel 2020 diviene piano Transizione 4.0 e include misure che di anno in anno sono state adattate, migliorate, talvolta eliminate o confermate. Alcune misure, come il credito d’imposta, sono accomunate da un elemento: per accedervi è necessario entrare in possesso di tecnologie abilitanti, ossia capaci di consentire la trasformazione digitale e tecnologica delle imprese.

Credito d’imposta 4.0: i cambiamenti dell’agevolazione che ha riscosso più successo

Il credito d’imposta 4.0 è una delle agevolazioni a supporto degli investimenti delle imprese che ha riscosso più successo, tanto da essere confermata fino al 2025.

Introdotto con la Legge di Bilancio 2020 e definito nell’articolo 1 (commi da 184 a 197), il credito d’imposta 4.0 è l’agevolazione destinata alle imprese residenti in Italia (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti) che intendono rinnovare i propri processi attraverso strumenti digitali e tecnologici. È utilizzabile esclusivamente in compensazione – oggi in tre quote annuali di pari importo – ed è riconosciuto, mediante determinate aliquote, a chi effettua investimenti per acquisire beni strumentali, di tipo materiale, immateriale o altri tipi di beni immateriali diversi.

Dettagli e aliquote aggiornate del credito d’imposta 4.0 per i beni strumentali materiali

Il credito d’imposta 4.0 per beni strumentali materiali è destinato alle imprese che decidono di acquistare uno strumento compatibile con il modello Industria 4.0, incluso quindi nell’elenco dell’allegato A della legge 232/2016 e dotato delle caratteristiche indicate.

Per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 il credito spetta:

  • in misura pari al 40% del costo per spese fino a 2,5 milioni di euro;
  • in misura pari al 20% del costo per spese oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite dei costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • in misura pari al 10% del costo per spese tra i 10 milioni di euro e fino al limite dei costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Per gli investimenti effettuati dal 2023 al 2025 le aliquote sono:

  • pari al 20% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • pari al 10% del costo per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • pari al 5% del costo per spese tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Quali sono i beni strumentali materiali 4.0?

È fondamentale non confondere i beni strumentali ordinari con quelli 4.0; conoscere la differenza tra le due tipologie è fondamentale ai fini dell’ammissione all’agevolazione.
In sostanza, i beni strumentali materiali 4.0 sono tutti quelli il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti.

L’allegato A della legge 232/2016 presenta un elenco dettagliato circa le macchine e gli strumenti ammessi, tra questi ci sono:

  • macchine utensili e impianti per la produzione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime;
  • macchine per il confezionamento e l’imballaggio;
  • macchine (incluse motrici e operatrici), strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura, dispositivi per sollevamento e manipolazione automatizzati;
  • AGV (Automatic Guided Vehicle) e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (es.: tecnologia RFID);
  • magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Questi strumenti devono essere dotati di una delle seguenti caratteristiche:

  1. controllo per mezzo CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller;
  2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
  3. integrazione automatizzata con il sistema logistico di fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  4. interfaccia tra uomo e macchia semplici e intuitive;
  5. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene.

Il controllo da remoto è una delle caratteristiche principali dei beni modello 4.0. L’efficacia di questa funzione è stata evidenziata soprattutto durante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, perché è grazie a sistemi dotati di tale caratteristica che molte aziende hanno potuto continuare a interagire con gli impianti, garantire assistenza e continuità lavorativa.

Infine, i beni di cui sopra, inclusi nel primo elenco dell’allegato A, devono essere dotati di almeno due delle seguenti caratteristiche, ai fini dell’integrazione/assimilazione a sistemi cyberfisici;

  • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo da remoto;
  • monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante appositi sensori;
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto, inclusa la modellizzazione e/o simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo;
  • dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi usati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti;
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero d’acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.

Tra gli strumenti ammessi al credito d’imposta per beni strumentali materiali ci sono anche: i sistemi che assicurano la qualità e la sostenibilità, i dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e la sicurezza del posto di lavoro in logistica 4.0.

Controllo da remoto delle cisterne di gasolio aziendali: il nostro sistema è 4.0

La trasformazione tecnologica e digitale delle imprese è garantita anche da sistemi semplici, compatibili con il credito d’imposta 4.0 perché dotati delle caratteristiche indicate nell’allegato A di cui sopra. Fuel, il nostro sistema per il controllo delle cisterne di gasolio aziendali, rientra tra questi.

La tecnologia RFID per il riconoscimento di mezzo e/o operatori, il controllo da remoto garantito anche attraverso l’app gratuita e altre caratteristiche – come il sistema di alert, il controllo erogazione carburante, interfacce semplici e intuitive – lo hanno reso uno degli strumenti 4.0 più apprezzati dal mercato.

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