Additivo AdBlue: contrasto delle emissioni e credito d’imposta

Per fronteggiare l’eccessivo aumento del costo del gasolio, pochi mesi fa lo Stato ha approvato un credito d’imposta straordinario. Ora diffonde le modalità di richiesta e di utilizzo. L’AdBlue è un prodotto essenziale per chi impiega veicoli con motore diesel per svolgere le proprie attività aziendali; permette di ridurre le emissioni di ossido di azoto legate alla combustione di carburante. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sull’AdBlue.

Credito d’imposta AdBlue 2022: come richiederlo e utilizzarlo

Al fine di supportare il settore dell’autotrasporto merci e di contenere gli effetti del continuo aumento del costo del gasolio, il 1° marzo 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 50 il Decreto Legge n. 17, meglio conosciuto come Decreto Energia. Tale provvedimento include misure di sostegno diverse, tra cui il credito d’imposta AdBlue pari al 15% del costo sostenuto nell’anno 2022 per l’acquisto del prodotto.

Il 25 ottobre 2022, con il decreto dirigenziale n. 446, la Direzione Generale per la Sicurezza stradale e l’Autotrasporto del MIMS (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili) ha fornito i dettagli circa la modalità di erogazione delle risorse messe a disposizione per il credito d’imposta AdBlue (29,6 milioni di euro).

Dal 4 al 21 novembre 2022, a partire dalle ore 10 – fino all’esaurimento dei fondi – sarà attiva la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Dogane per accogliere le richieste del credito d’imposta. Si tratta della stessa piattaforma già in uso per la richiesta del bonus gasolio al 28% raggiungibile attraverso questo link. Bisognerà compilare la richiesta online e allegare le prove di acquisto, quali file fatture e dettaglio targhe veicoli.

In caso di diniego sarà possibile presentare ulteriore istanza sempre entro il 21 novembre 2022.

La richiesta del credito d’imposta deve essere inoltrata dal soggetto richiedente in qualità di titolare dell’azienda, rappresentate legale o incaricato. Non è possibile delegare altri soggetti.

Il credito d’imposta AdBlue riconosciuto potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione attraverso il modello F24.

Credito d’imposta AdBlue: a chi spetta?

Il credito d’imposta riconosciuto a fronte dell’uso dell’additivo AdBlue spetta alle imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che svolgono attività di trasporto merci per conto di terzi:

  • iscritte al REN (Registro Elettronico Nazionale) e all’Albo nazionale degli autotrasportatori;
  • in possesso di veicoli industriali di ultima generazione (Euro 6/D, Euro 6/C, Euro 6B, Euro 6/A ed Euro 5 euro V ed euro VI) con massa superiore a 1,5 tonnellate.

Il credito d’imposta AdBlue è riconosciuto al netto dell’imposta sul valore aggiunto, è cumulabile con altre agevolazioni a condizione che il cumulo non sia superiore al costo sostenuto. Il credito AdBlue non concorre alla formazione del reddito aziendale e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Additivo AdBlue: il prodotto che contrasta le emissioni nocive dell’autotrasporto

Ideato per i settori chimico e automobilistico l’additivo AdBlue è una valida risposta alla riduzione delle emissioni nocive correlate alla combustione di gasolio. Questa sostanza consente, in effetti, di ridurre drasticamente le emissioni di ossido e biossido di azoto liberate in atmosfera durante il trasporto, per un’azione efficace fino al 90%.

L’utilizzo dell’AdBlue è legale e necessario affinché un motore diesel possa essere avviato. Ma attenzione: l’uso e la conservazione di questo prodotto richiedono massima attenzione.

AdBlue: cos’è

L’AdBlue è un additivo usato esclusivamente con mezzi dal motore diesel, sia auto che camion o automezzi. È un liquido composto per il 32,5% da urea tecnica di elevata purezza e per il 67,5% da acqua demineralizzata.

La qualità del prodotto deve essere garantita attraverso il rispetto della norma ISO 22241, necessaria affinché tale additivo possa appunto essere denominato AdBlue. La sostanza è inodore, non è né infiammabile né tossica.

Liquido AdBlue: a cosa serve

L’AdBlue è un prodotto sintetico in forma liquida che serve sostanzialmente a pulire i gas di scarico dei veicoli; quest’azione permette di ridurre drasticamente le emissioni di ossido di azoto e di biossido di azoto rilasciate in atmosfera durante la combustione di gasolio.

L’additivo separa chimicamente l’ossido di azoto in anidride carbonica favorendo così il rilascio di azoto non nocivo e di vapore acqueo attraverso il tubo di scarico. L’azione dell’AdBlue è consentita anche dalla tecnologia SCR (Selective Catalytiic Reduction) propria ai veicoli diesel di classe ambientale euro 5, euro 6 e superiori.

Come utilizzare l’AdBlue

L’additivo va immesso direttamente nell’apposito serbatoio AdBlue, solitamente posto accanto a quello del carburante. É essenziale ricordare che non bisogna mai mescolare l’additivo AdBlue con il carburante, la sostanza non deve mai essere contaminata.

Per l’integrità del prodotto al termine dell’uso l’AdBlue va conservato in un luogo protetto dal calore e dal sole, con una temperatura che non supera i 30° e lontano da sporco e polvere. Inoltre, è bene pulire tutti gli strumenti adoperati durante l’operazione di carica del prodotto con acqua demineralizzata e mai con acqua del rubinetto.

Recupero carbon tax: il rimedio permanente degli autotrasportatori

Terminata la validità del credito d’Imposta AdBlue e scadute le proroghe finora previste per altre misure a beneficio degli autotrasportatori, come il credito d’imposta al 28% e la riduzione delle accise sul gasolio, l’unico rimedio utile per consentire agli autotrasportatori di recuperare qualche somma di denaro resta il recupero della carbon tax.

Si tratta del rimborso accise sul gasolio consumato, finalizzato al recupero delle somme versate per l’imposta accisa a fronte di alti consumi di carburante per attività industriali.

Grazie all’abilità e alla professionalità dei nostri tecnici puoi recuperare quanto ti spetta in tempi brevi sul gasolio acquistato in Italia, Spagna, Francia, Belgio e Slovenia.

Contattaci per saperne di più.